Home / Blog / Canapa e stampa 3D : il biopolimero Kanèsis

Canapa e stampa 3D : il biopolimero Kanèsis

Il refill delle stampanti 3D si arricchisce di nuove soluzioni sperimentali, come i biocomposti: da una ricerca tutta italiana, ecco il progetto Kanèsis.

Un gruppo di oltre trenta ragazzi, tra cui spiccano Giovanni Milazzo ed Antonio Caruso, hanno innovato la stampa 3D tramite canapa e la sua lavorazione, ossia il biopolimero Kanèsis.

Resine e scarti vegetali formano una miscela termoplastica, battezzata HempBioPlastic-HBP, la quale si rivela il 20 percento più leggera dell’Acido Polilattico (PLA), la bioplastica che maggiormente caratterizza il mercato della stampa 3D.

Ecco, quindi, che l’HBC viene impiegato per l’estrusione di filamenti speciali per stampanti 3D FDM, sebbene questa sia solo una prima applicazione, in quanto il prodotto si dimostra versatile e, soprattutto, ecosostenibile.

Lo stesso Milazzo afferma: “Per ecosostenibilità, noi non vogliamo intendere materiali che siano inferiori qualitativamente a quelli da sintesi petrolchimica, ma, anzi, vogliamo associare al concetto di materiale ecosostenibile quello di materiale dalle caratteristiche eccelse. Crediamo realmente che fra 30-40 anni saremo in grado di produrre tutto ciò che ci serve utilizzando come materie prime quello che la natura, che i campi, ci concedono. Il biocomposito base canapa è solo un primo passo, l’obiettivo di medio-lungo termine sono i biopolimeri, le nano cellulose cristalline, le applicazioni in elettronica, e tanto altro”.

La sperimentazione sul campo presenta il sostegno dell’Università di Catania, tramite il professor Guarnaccia ed il professor Cosentino, Direttore di Facoltà, a cui sia aggiunge la disponibilità (anche in fatto di uso dei macchinari di ultima generazione) del professor Gianluca Cicala, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Gruppo Polimeri e Compositi.

kanesis-filamento-canapa-stampa-3d

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top